Le Costituzioni di Anderson

Le prime Costituzioni della Gran Loggia di Londra furono pubblicate nel 1723; esse portavano come titolo Le Costituzioni dei Liberi Muratori, oggi soprattutto conosciute come Le Costituzioni di Anderson. Esse rappresentano un’opera di fondamentale importanza per la storia della Massoneria, al punto che il Rev. Woodford considerò il loro autore come il padre della storia della Massoneria inglese, anche se tale opinione non viene universalmente condivisa.

Nel Post Boy del 26-28 febbraio 1722-23 apparve il seguente annuncio: «‹Oggi sono state pubblicate LE COSTITUZIONI DEI MASSONI contenenti la Storia, i Doveri, i Regolamenti ecc. di tale antica e molto Venerabile Fratellanza, ad uso delle Logge. Dedicate a Sua Grazia il Duca di Montagu, ultimo Gran Maestro, per Ordine di Sua Grazia il Duca di Wharton, l’attuale Gran Maestro, autorizzate dalla Gran Loggia dei Maestri e Sorveglianti nella assemblea trimestrale. Autorizzate ad essere pubblicate e raccomandate ai Fratelli del Gran Maestro e del suo Deputato (1). Stampate nell’anno della Massoneria 5723; di nostro Signore 1723. In vendita da J. Senex e J. Hocke, entrambi residenti di fronte alla Chiesa di S. Dunstan in Fleetstreet». Da allora il testo è conosciuto come Le Costituzioni di Anderson del 1723.

L’autore

Non conosciamo la data di nascita di James Anderson e neppure quella della sua Iniziazione. Una nota bibliografica nel catalogo della biblioteca degli avvocati di Edimburgo, del 1862, riferisce che era nato ad Aberdeen. Fu educato al Marischal College dove conseguì il titolo di Masters of Art. Nel 1731 conseguì il titolo di dottore in teologia dalla sua Alma Mater, un evento a cui fu fatta allusione nel Daily Courant il lunedì 17 maggio 1731. L’annuncio è il seguente: «Apprendiamo da Aberdeen che l’Università ha recentemente conferito il titolo di dottore in teologia al signor James Anderson, Swallow Street, un uomo ben conosciuto per la sua profonda dottrina». Sappiamo che fu ministro della Chiesa scozzese presbiteriana, maestro di Loggia una prima volta nel 1732 e, nuovamente, nel 1738. Morì il 28 maggio 1739, venne sepolto nel cimitero di Bunhill Fields.

Le Costituzioni hanno sempre suscitato interpretazioni controverse. Esse possono essere considerate come il risultato di una trascrizione libera di leggi e regolamenti che in origine avevano governato prima le Corporazioni dei Liberi Muratori e in seguito le varie logge. Le diverse parti in cui sono composte sono il frutto di riscritture e modificazioni di altri statuti ma con l’ausilio di un linguaggio più moderno e adatto al contesto storico. Tale «aggiornamento » andò tuttavia a discapito di una fedeltà ai documenti storici originali.

Il contenuto delle Costituzioni

La struttura delle Costituzioni è la seguente:

  1. La dedica al Duca di Montagu, da parte di John Theophilus Désaguliers, Deputy del Gran Maestro.
  2. La costituzione vera e propria, nella quale Anderson rielaborava il materiale delle Gothic Constitutions: partendo da Adamo, creato ad immagine di Dio, Il Grande Architetto dell’Universo, la Geometria, fondamento di tutte le Arti ed in particolare della Muratoria e dell’Architettura, si diffuse alla sua progenie, poi a Noè ed ai suoi figli, i quali la propagarono nelle diverse contrade del mondo. Abramo acquisì le prime nozioni di geometria in Ur di Caldea e le trasmise ai suoi discendenti, fino a Mosè, e da questi a Salomone che, con l’aiuto di Hiram re di Tiro e di Hiram il Muratore, costruì il primo Tempio. L’Arte Reale venne poi coltivata in Grecia e a Roma, dove acquisì il massimo ed insuperato sviluppo e da dove si espanse all’intero Impero, al cui crollo conobbe un periodo di forte decadenza. Sviluppatasi nuovamente in Inghilterra a seguito dell’arrivo nell’isola di maestranze inviatevi da Carlo Martello, si riprese ulteriormente all’epoca di re Atelstano e del principe Edwin, che convocò una Gran Loggia a York. Attraverso le dinastie successive la muratoria rifiorì, fino alla più matura stagione, costituita dalla introduzione dello stile Palladiano ad opera soprattutto di Inigo Jones.
  3. I veri e propri Doveri del Libero Muratore «estratti dagli Antichi archivi delle Logge d’oltremare e d’Inghilterra, Scozia e Irlanda, ad uso delle Logge di Londra per essere lette all’iniziazione di Nuovi Fratelli o quando il Maestro l’ordinerà».
  4. I Regolamenti generali, compilati da George Paine e rivisti da Anderson riguardanti il funzionamento delle Logge e della Gran Loggia.
  5. L’Approvazione con le firme del Duca di Wharton, di Désaguliers, dei Gran Sorveglianti e dei rappresentanti di 20 Logge.
  6. I testi di quattro canzoni ed i relativi spartiti musicali: Il Canto del Maestro, il Canto del Sorvegliante, l’Inno del compagno d’Arte, l’Inno d’entrata dell’Apprendista.

Nel libro delle Costituzioni edito nel 1738 venne riportato anche il testo dell’edizione precedente e le due versioni vennero così messe a confronto. Questo ci dà modo di constatare le differenze che corrono tra di loro e che sono quasi esclusivamente dovute al desiderio che James Anderson aveva di rendere ancora più moderne le sue «vecchie » Costituzioni affinché potessero essere, come lui stesso afferma, più adatte alle nuove esigenze politico- sociali che si erano venute a creare in Inghilterra, senza rendersi conto che, così facendo le destituiva, anche se solo parzialmente, di credibilità in quanto non trovavano più il loro fondamento nelle antiche e documentate fonti storiche.

Le vicende della Massoneria narrate nelle Costituzioni rappresentano a ben vedere la collazione come abbiamo già detto di testi manoscritti precedenti poi compendiati e modernizzati dall’autore secondo il proprio ingegno. In definitiva possiamo ritenere che le «Costituzioni » siano un’opera dettata dalla necessità della neonata Gran Loggia di Londra di darsi un regolamento e crearsi in tal modo una origine «nobile » anche se con contenuti a volte discutibili ed altri incompleti, ma che in ogni caso costituiscono un’opera fondamentale per tutti i liberi muratori di ogni parte del mondo, i quali saranno per sempre debitori nei confronti del Rev. James Anderson per il suo insostituibile ed essenziale contributo alla Libera Muratoria Universale. D. B.